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La chiarezza

Gen 13, 2026 Business

Uno dei problemi più sottovalutati nelle organizzazioni non è la mancanza di competenze, ma la mancata chiarezza sulle aspettative.

Ogni volta che chiediamo qualcosa a qualcuno – un’attività, un’analisi, una decisione, un comportamento – nella nostra mente esiste già un risultato atteso. Spesso è molto chiaro per noi: tempi, livello di dettaglio, forma del risultato, priorità implicite, criteri di successo.

Il problema è che tutto questo, nella maggior parte dei casi, rimane nella nostra testa.

Dall’altra parte, la persona che riceve la richiesta interpreta sulla base del proprio background, delle proprie esperienze, delle informazioni disponibili e delle priorità che percepisce. Il risultato finale, quindi, non è “sbagliato”: è semplicemente diverso da ciò che ci aspettavamo.

Come HR Manager, vedo questo schema ripetersi continuamente:

  • frustrazione del manager (“non è quello che avevo chiesto”)
  • frustrazione del collaboratore (“ho fatto esattamente quello che mi era stato detto”)
  • tensioni inutili che vengono scambiate per problemi di performance o di atteggiamento

In realtà, nella maggior parte dei casi, il vero gap è di comunicazione delle aspettative.

Comunicare bene non significa solo dire cosa fare, ma chiarire:

  • perché è importante
  • che livello di qualità è atteso
  • entro quando
  • come verrà valutato il risultato
  • quali vincoli o priorità esistono

Finché non impariamo a rendere esplicite le nostre aspettative, continueremo a chiedere “mele” aspettandoci “pere” e a rimanere delusi da persone che, in realtà, hanno semplicemente risposto a una richiesta poco chiara.

La qualità del lavoro nelle organizzazioni cresce quando cresce la qualità delle conversazioni. E la chiarezza sulle aspettative è sempre il primo passo.

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